Con l’estensione della vaccinazione anti COVID 19 ai ragazzi più giovani, sono nate le perplessità e i dubbi che da sempre ronzano intorno agli atti sanitari quando si tratta di gestire le fasce più giovani. È come se il diritto alla vita avesse due pesi e due misure a seconda della fascia di età: il possibile effetto collaterale di un trattamento, quando si verifica su popolazione adulta-anziana ha un peso per l’opinione pubblica ben diverso rispetto al verificarsi dello stesso nei ragazzi o, peggio ancora, nei bambini. E nascono i luoghi comuni e le trite e ritrite espressioni sulla bocca di tutti "poveri ragazzi", "ma è il caso di rischiare sui bambini", "i bambini non si toccano". Il diritto alla vita in realtà è un diritto uguale per tutti e non credo si possa fare differenza fra un bambino ed un anziano, sempre di vita si tratta. O mi sbaglio?

Ed ecco la diatriba sgorgare non appena la vaccinazione contro SARS CoV 2 è stata proposta alle fasce più giovani. È giusto vaccinare i più giovani? Quali sono le fasce di età più giovani coinvolte nella campagna vaccinale? Quali effetti collaterali sono stati registrati nelle prime fasi di osservazione? Ha un senso vaccinare anche i più giovani alla luce del fatto che forse sono coloro per cui l’infezione causa meno problemi? È poi vero che la COVID 19 nei più giovani è "innocua"? Gli adolescenti possono costituire serbatoio per il virus e diventare causa della nascita di nuove varianti o diffusione di quelle già esistenti?

Senza appesantire il post, vi indico qui di seguito una interessante descrizione su come vengono immessi sul mercato i vaccini e cosa è successo circa quelli anti COVID, additati di essere senza opportune sperimentazioni (nulla di più falso e tendenzioso): i dati provengono dall’Istituto Superiore di Sanità .

Inoltre qui di seguito il link all’ultimo report riguardo "Impatto della vaccinazione COVID-19 sul rischio di infezione da SARS-CoV-2 e successivo ricovero e decesso in Italia" pubblicato sempre dall’Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/vaccini/aggiornamenti

Tornando al tema del post: uno dei temi più dibattuti è la possibile infiammazione cardiaca (miocardite) da vaccino. Dal sito del CDC Statunitense si legge:

Più di 165 milioni di persone hanno ricevuto almeno una dose di vaccino COVID-19 negli Stati Uniti. Dall'aprile 2021, ci sono state maggiori segnalazioni al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) di casi di infiammazione del cuore - chiamate miocardite e pericardite - che si verificano dopo la vaccinazione con mRNA COVID-19 (Pfizer-BioNTech e Moderna) negli Stati Uniti. Principalmente negli adolescenti maschi e nei giovani adulti di età pari o superiore a 16 anni.

[https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/vaccines/safety/myocarditis.html ]

Negli Stati Uniti la conclusione al 27 Maggio è stata: I benefici noti e potenziali della vaccinazione COVID-19 superano i rischi noti e potenziali, incluso il possibile rischio di miocardite o pericardite. Inoltre, la maggior parte dei pazienti con miocardite e pericardite che hanno ricevuto cure hanno risposto bene alla medicina e al riposo e si sono rapidamente sentiti meglio.

Il CDC ha ricevuto un aumento delle segnalazioni di miocardite e pericardite negli adolescenti e nei giovani adulti dopo la vaccinazione COVID-19. I benefici noti e potenziali della vaccinazione COVID-19 superano i rischi noti e potenziali, incluso il possibile rischio di miocardite o pericardite. Continuiamo a raccomandare la vaccinazione COVID-19 per le persone di età pari o superiore a 12 anni. La vaccinazione diffusa è uno strumento fondamentale per aiutare a fermare la pandemia. (CDC) Accademia Americana di Pediatria. Le sue conclusioni:

il vaccino COVID-19 è sicuro, efficace e dovrebbe essere somministrato a tutti coloro che sono ammissibili.

[https://services.aap.org/en/news-room/news-releases/aap/2021/american-academy-of-pediatrics-calls-for-children-and-teens-age-12-and-up-to-get-the-covid-19-vaccine/ ]

Il rumore mediatico legato alle miocarditi da vaccino anti covid, nasce da una osservazione israeliana riguardo alla comparsa di miocarditi in giovani maschi vaccinati con Pfizer. In attesa di analizzare un paper revisionato su rivista scientifica, possiamo attingere dalle informazioni rilasciate dal Ministero dalla sanità israeliano. Da queste non è emerso un accertato collegamento causale tra Pfizer e la miocardite. Sono stati descritti 275 casi raccolti tra dicembre 2020 e maggio 2021, su circa cinque milioni di vaccinati. Il 95% dei pazienti ha riportato forme lievi, mentre il 5% è stato dimesso dopo quattro giorni di ospedalizzazione. «Esiste un probabile legame tra la somministrazione della seconda dose (di Pfizer) di vaccino e la comparsa di miocardite tra gli uomini di età compresa tra i 16 e 30 anni», afferma un nota governativa. Interessante ed esaustivo l’articolo comparso su AP News il 4 Giugno 2021 che vi invito a leggere interamente: https://apnews.com/article/coronavirus-vaccine-coronavirus-pandemic-health-0d56422a02293617feb211bb02587dcb

Da un articolo della prestigiosa rivista americana "The Atlantic" del 29 Maggio 2021, si può leggere il punto di vista della pediatra Perry Klass con importanti link nel testo ad informazioni importantissime:

I bambini dai 12 ai 15 anni e anche più giovani sono a minor rischio rispetto alle persone anziane di un caso grave di COVID-19, è vero. La grande maggioranza delle persone che hanno avuto bisogno di cure intensive sono adulti. Ma secondo l' American Academy of Pediatrics , più di 300 bambini in questo paese sono morti nel corso della pandemia. A titolo di confronto, il CDC ha riportato 188 decessi correlati all'influenza nei bambini durante la stagione influenzale 2019-20. E il CDC ha ora registrato più di 3.700 casi di sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini , o MIS-C, una condizione grave associata a COVID-19. (https://www.cdc.gov/mis-c/hcp/ ). I bambini ora rappresentano oltre il 22% di tutti i nuovi casi di COVID-19, e anche quei bambini che non sono molto malati potrebbero dover affrontare possibili complicazioni a lungo termine. Per lo meno, coloro che risultano positivi al virus ma sono asintomatici dovranno comunque affrontare la seccatura della quarantena.

[https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2021/05/pediatrician-kids-vaccine-coronavirus/619044/ ]

Ed ecco uno dei primi dati chiave venire alla luce: sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini, o MIS-C. Questa condizione clinica è particolarmente grave ed ha colpito 4.018 bambini al 2 Giugno 2021 e causato 36 decessi negli Stati Uniti. Tutti erano positivi a SARS CoV 2. L'età media dei pazienti con MIS-C era di 9 anni. La metà dei bambini con MIS-C aveva un'età compresa tra 5 e 13 anni. Questo indica che la COVID 19 non è "assolutamente innocua" per i bambini.

Prosegue Perry Klass:

Le vaccinazioni aiutano le persone, ma aiutano anche la comunità. E questa è una buona cosa. Gli alti tassi di vaccinazione riducono la quantità di virus in circolazione, che protegge tutti, ma soprattutto coloro che sono immunocompromessi o hanno problemi medici di base. Vacciniamo tutti i bambini contro la varicella, anche se la maggior parte dei bambini guarisce rapidamente dalla malattia, perché le persone con un sistema immunitario compromesso possono avere gravi complicazioni. Vacciniamo tutti i bambini contro la rosolia, che causa solo una malattia lieve nei giovani ma è profondamente pericolosa per un feto in via di sviluppo se una persona incinta è esposta. Quindi già vacciniamo i bambini per il loro bene e per proteggere i più vulnerabili.

Un ulteriore supporto alla vaccinazione nei ragazzi è il dato inerente gli effetti a lungo termine della COVID 19, inizialmente osservati solo negli adulti ma ora chiaramente presenti anche nei più giovani.

I bambini sono stati per lo più trascurati durante questa pandemia, poiché il decorso clinico di COVID-19 in questo gruppo è molto più mite rispetto agli adulti. Tuttavia, vi è una crescente evidenza che le misure restrittive volte a limitare la pandemia stanno avendo un impatto significativo sulla salute mentale del bambino. L'infanzia è un periodo delicato e fondamentale della vita, critico per l'acquisizione dello sviluppo sociale, comportamentale ed educativo. Le prove che il COVID-19 può avere un impatto a lungo termine anche sui bambini, compresi quelli con COVID-19 asintomatico/paucisintomatico, evidenziano la necessità di pediatri, esperti di salute mentale e responsabili politici di attuare misure per ridurre l'impatto della pandemia sulla salute dei bambini.

[https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/apa.15870 ]

Il dato più ecclatante è stato questo:

Una scoperta importante e inaspettata è che anche i bambini con un COVID-19 asintomatico o paucisintomatico hanno sviluppato sintomi cronici persistenti, sebbene seguiti per un tempo relativamente breve dopo la diagnosi.

Dalla prestigiosa rivista JAMA del 4 Giugno 2021 leggiamo:

i primi 4 milioni di bambini negli Stati Uniti sono stati infettati da COVID-19. Sebbene la maggior parte dei bambini abbia avuto sintomi lievi o assenti, migliaia sono stati ricoverati in ospedale e diverse centinaia sono morti. I bambini con condizioni sottostanti hanno maggiori probabilità di subire gravi effetti di COVID-19, ma anche i bambini sani possono essere gravemente colpiti. I bambini possono diffondere il COVID-19 ad altri e possono anche avere effetti a lungo termine che durano mesi. Per questi motivi, i bambini devono essere protetti dal COVID-19.

[https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2780948 ]

Tanto per chiarire sulle conseguenze a lungo termine della COVID 19 negli adulti, così come dell’interessamento di organi anche in modo silente, vi lascio un importante articolo di JAMA cardiology del 27 luglio 2020 in cui già si era identificato un interessamento cardiaco nel 78% dei pazienti positivi al nuovo Coronavirus.[https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2768916 ]

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In questo studio di coorte comprendente 100 pazienti recentemente guariti da COVID-19 identificati da un centro di test COVID-19, la risonanza magnetica cardiaca ha rivelato un coinvolgimento cardiaco in 78 pazienti (78%) e un'infiammazione miocardica in corso in 60 pazienti (60%) che era indipendente dalle condizioni preesistenti, dalla gravità e dal decorso generale della malattia acuta e dal tempo dalla diagnosi originale.

IN CONCLUSIONE

La vaccinazione anti COVID è raccomandata nella popolazione superiore a 12 anni tranne i casi in cui sia controindicata (rarissimi e generalmente validi per tutti i vaccini ovvero: reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose e reazione allergica grave (anafilassi) a un componente del vaccino). Gli effetti benefici della vaccinazione superano gli effetti collaterali definendo il profilo di sicurezza buono.

Non è chiaro se i più giovani costituiscano bacino di proliferazione virale, anche se in Inghilterra si stanno osservando aumenti preoccupanti dei contagi proprio fra i più giovani.

Sembra che permettere al virus di circolare liberamente fra i giovani possa condurre ad una selezione di varianti più aggressive che possono quindi aggredire anche la popolazione vaccinata la quale risponderà meno efficacemente alle stesse (quindi i più anziani e vulnerabili che, seppur vaccinati, si troverebbero parzialmente scoperti dalla aggressione delle nuove varianti).

Il lasciare un serbatoio per il virus potrebbe determinarne la permanenza nella popolazione ed una recrudescenza della contagiosità dovuta alle varianti. Risulta assai difficile il raggiungimento della immunità di gregge in una popolazione così eterogenea come gli adolescenti (frequentano maggiormente comunità in ambienti chiusi come scuole, vivono di più il senso di gruppo eludendo spesso le norme di contenimento del virus, percepiscono la propria salute in modo decisamente diverso rispetto ai più anziani – faccio riferimento alla relativa bassa considerazione del pericolo derivato dal contagio che i più giovani hanno rispetto ai meno giovani).

Il permettere ai giovani di venire a contatto col virus non li protegge dalle forme gravi e letali ma soprattutto da forme prolungate nel tempo. Esistono infatti forme gravi di infiammazione multisistemica che conducono a morte anche i più giovani maggiormente rispetto ai presunti danni causati da vaccino.

Il capitolo sulle miocarditi nei più giovani è oggetto di studio ed attualmente sembra che queste infiammazioni cardiache causate dal virus siano più frequenti rispetto a quelle causate dal vaccino. Nelle forme causate da vaccino la guarigione attualmente è avvenuta in breve tempo. L’interessamento cardiaco da SARS CoV 2 in generale sembra coinvolgere l’organismo per tempi decisamente più lunghi con grandi impatti clinici e soprattutto legati alle attività sportive e della vita quotidiana dei più giovani.

Non dobbiamo dimenticare la premessa: da 20 mesi il mondo intero è sottoposto a una pandemia devastante. Spesso si usano gli aggettivi a sproposito; in questo caso abbiamo toccato con mano che devastante è il termine giusto perchè lasciar circolare il virus ha messo in ginocchio tutti i Paesi e tutti i Sistemi Sanitari.

Il blocco dei sistemi sanitari ha causato ripercussioni gravissime per tutta la popolazione, anche per quella più giovane e meno soggetta al danno diretto da parte del virus, non fosse altro che per effetto delle inevitabili misure di contenimento.

Unica contromossa efficace, ma ancora per ovvi motivi di incompleta diffusione non risolutiva: LA VACCINAZIONE.

Perciò vaccinarsi deve essere considerato un beneficio diretto del giovane stesso. Non si tratta di un atto di generosità verso i nonni ma di un interesse personale.

Possono i vaccini anticovid avere eventi avversi rari? certamente si!

Possono alcuni vaccini averne di più di altri? altrettanto certamente si!

Si può avere un dibattito scientifico tra specialisti del settore? Augurabilmente si, ampio e completo; ma per favore, non sui media, questo dibattito deve essere fatto negli ambiti opportuni e deve portare a conclusioni chiare e univoche, con una precisa assunzione di responsabilità politica rispetto alla scelta del danno minore prevedibile in quel momento! Una scelta unica che dovrebbe valere per tutti.

Per restare sul tema: possibile che Astra Zeneca abbia eventi avversi gravi, ma non è impossibile che tra due anni, quando finalmente i dati di sorveglianza saranno stati ben studiati e sedimentati, si scopra che di eventi avversi gravi ne ha accumulati di più Pfizer o Moderna.

Fatta questa premessa, la scelta non dipende solo dalla misurazione (per quanto possibile) del danno da vaccino; dipende in grossa misura anche dal danno che si può portare alla campagna vaccinale e quindi alla salute dei milioni di giovani vaccinandi.

Gli open day sono oggi uno strumento ritenuto necessario per completare la campagna? Vanno portati avanti. Metterli in discussione, ridicolizzarli, indicarli come momenti di sperimentazione sulla pelle dei giovani o come ripiego per lo smaltimento di scorte ormai inutilizzabili è un comportamento irresponsabile con sfumature di indegnità morale.

A cura di Alberto Ferrando, pediatra (https://ferrandoalberto.blogspot.com/ ) e colleghi del FORUM Della Associazione dei pediatri extra ospedalieri APEL (http://www.apel-pediatri.org/ ).